Dati pubblicati da ISPRA. Una strage intollerabile.
Sono stati pubblicati da ISPRA i dati relativi agli uccelli uccisi ogni anno dai cacciatori nelle stagioni di caccia tra il 2017 e il 2023.
I numeri sono impietosi, ogni anno una vera e propria carneficina che nella stagione di caccia 2022/2023 ha raggiunto l’incredibile cifra di 5.390.590 uccelli uccisi per l’esclusivo passatempo sanguinario dei cacciatori.
Si tratta di un valore comunque fortemente sottostimato per ammissione dello stesso Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che lamenta la scarsità e la poca affidabilità dei dati messi a disposizione dalle Regioni, definiti “decisamente carenti”, al punto che solo 15 amministrazioni regionali hanno inviato i dati relativi alla stagione 2022/23 e di queste solamente una conosce il numero di tesserini venatori rilasciati e di quelli analizzati.
I numeri di uccelli uccisi sono stati estrapolati dai tesserini venatori distribuiti ogni anno dalle Regioni e sui quali i cacciatori dovrebbero indicare gli animali uccisi suddivisi per specie e giornata di caccia. Considerando però che ogni cacciatore ha un numero massimo di animali da uccidere ogni anno e che i controlli sono affidati in maniera quasi esclusiva agli stessi cacciatori, è evidente che quelle cifre sono comunque inaffidabili e fortemente sottostimate perché derivano sostanzialmente da autocertificazioni sottoscritte in assenza di controlli. Inoltre, quello presentato nel dossier ISPRA, è un dato utilizzato per assolvere agli obblighi imposti dalla Direttiva Uccelli, che non tiene quindi conto di tutte le altre specie che finiscono sotto il piombo dei cacciatori.
La caccia si conferma un massacro intollerabile, stando ai soli dati ufficiali pubblicati da ISPRA, è come se ogni anno gli abitanti di Roma, Milano e Napoli venissero spazzati via per il passatempo di qualcuno.
Se a queste cifre si aggiungono anche le volpi, i cinghiali, i caprioli, i daini e gli altri mammiferi, ma anche le specie non cacciabili come le nutrie che finisco comunque sotto il piombo delle doppiette, è evidente che i cacciatori sono responsabili di un massacro che coinvolge decine di milioni di animali ogni anno.
Tuttavia, fin da quando è stato approvato l’emendamento “caccia selvaggia” l’attuale maggioranza parlamentare, sostenuta anche da parte dell’opposizione, ha dimostrato di voler demolire le pur minime misure di tutela degli animali selvatici ancora esistenti.